Guardiamo oltre le qualità estetiche dei materiali che utilizziamo. Esplorando le complessità della catena di approvvigionamento della moda mediante strumenti di audit e tracciabilità, stiamo ottenendo gradualmente un quadro più dettagliato dell’origine dei materiali e dell’impatto che questi anno su ambiente, persone e animali. A tale scopo, tutti i nostri fornitori diretti devono conformarsi ai nostri standard di sostenibilità. Scopri di più su standard, audit e tracciabilità alla sezione Catena di approvvigionamento.
Per le nostre collezioni, ove possibile, ci riforniamo strategicamente di materiali alternativi che preferiamo adottare nel rispetto delle attuali best practice del settore in ragione del loro impatto sensibilmente minore su clima, natura e popolazione, oltre ai maggiori vantaggi per queste entità rispetto agli equivalenti convenzionali.
L’abbiamo dimostrato nella collezione PE25, in cui oltre l’85% dei materiali principali impiegati nelle creazioni Ready-to-Wear PE25 rientra in questa categoria.
Per “materiale principale” intendiamo il materiale principale di cui è composto prevalentemente un determinato prodotto, rispetto alla fodera o a un dettaglio secondario come i bottoni.
Laddove possibile, sperimentiamo innovazioni su tecnologie materiali, come opzioni riciclate, alternative a base vegetale o sviluppi che sfruttano le scorte inutilizzate. Un materiale “innovativo” è per noi una materia prima o una pratica/un processo di carattere avanzato, che proponga soluzioni ai problemi del settore. Vogliamo implementare nuovi modi di pensare, nuove procedure, nuove abitudini. Può trattarsi di fibre (per esempio, tessuti ricavati dagli scarti) o tecniche di tintura (tinte ricavate da residui tessili) e tanto altro ancora.
Ogni stagione, i nostri team di ricerca e sviluppo si impegnano per inserire materiali alternativi e opportunità di ottimizzazione nelle nostre collezioni. Le pagine seguenti illustrano il nostro impegno e le sfide che affrontiamo.
Conosciamo l’impatto che l’industria del cotone ha sulle persone e sull’ambiente e sappiamo che tale impatto varia notevolmente a seconda del luogo in cui il cotone viene coltivato, di come viene coltivato e di come viene processato. La coltivazione convenzionale del cotone può comportare l’uso di pesticidi e insetticidi sintetici, contribuire al degrado del suolo e richiedere notevoli quantità d’acqua, con potenziali ripercussioni su ecosistemi e comunità locali. Il consumo di acqua è, per esempio, uno dei problemi che caratterizzano la produzione di cotone. Secondo un rapporto del 2023 commissionato dal Parlamento europeo, produrre una singola t-shirt di cotone può richiedere fino a 2.700 litri d’acqua dolce, a seconda delle pratiche agricole regionali e dei metodi produttivi, abbastanza per soddisfare il fabbisogno di acqua potabile di una persona per 2,5 anni.
La collezione RTW PE25 principale, dove il cotone è il materiale maggiormente utilizzato, oltre il 75% di questa fibra proviene da aziende agricole che adottano pratiche bio. Le fibre biologiche sono fibre naturali coltivate secondo norme severe riguardo all’uso di pesticidi sintetici, insetticidi o erbicidi e OGM (Organismi Geneticamente Modificati).
Oltre il 10% del cotone proviene invece da realtà che hanno implementato un approccio rigenerativo. L’agricoltura rigenerativa punta a valorizzare gli ecosistemi locali e ad aumentare la biodiversità, rafforzando al contempo la salute, la vitalità e la fertilità del suolo.
I team Responsabilità, approvvigionamento e sviluppo vigilano su best practice e innovazioni negli standard di produzione e lavorazione del cotone, dalle tecniche bio a quelle rigenerative, per dirigere le nostre scelte di fornitura consapevole.
Canopy Planet, un’organizzazione non-profit attiva in campo ambientale, stima che ogni anno 5,1 miliardi di alberi vengano abbattuti per ricavarne confezioni cartacee e fibre come viscosa, rayon e lyocell, minacciando così la sopravvivenza delle foreste più antiche e a rischio. Soltanto nel 2021, sono andati perduti oltre 25 milioni di ettari di foreste, con il conseguente rilascio di 10 miliardi di tonnellate di CO₂: un sistema usa-e-getta ad alta intensità di carbonio che spinge ambienti cruciali verso il collasso.
Oltre il 95% della viscosa nella nostra collezione RTW PE25 principale è stata ottenuta conformemente alle linee guida forestali in modo adeguato per l’ambiente, benefico per le persone e fattibile dal punto di vista economico. Il 3% della viscosa acquistata per questa stagione è riciclato.
Il lino tessuto non tinto deriva da una fibra cellulosica estratta dagli steli della pianta annuale Linum usitatissimum. I processi di produzione del lino cominciano con semina in campo, coltivazione, macerazione/sgommatura e infine decorticazione per ricavare la fibra di lino pura.
Della pianta di lino si usa tradizionalmente tutto quasi senza scarti, con una produzione dal costo sostenibile. Il lino è una pianta tenace, cresce rigoglioso in terre povere e con minor consumo d’acqua rispetto al cotone.
Ogni stagione, i nostri team di design e sviluppo tessuti cercano di includere il lino nelle collezioni, il che implica un attento lavoro di ricerca e valutazione delle opportunità a monte di tali processi.
Se materiali riciclati o naturali raggiungono i nostri standard di prestazioni, sicurezza e qualità, rimpiazziamo EVA e gomma sintetica nelle suole con alternative di questo tipo, come la gomma naturale. Al momento impieghiamo il 20-40% di componenti riciclati, al massimo livello senza compromettere il controllo qualitativo. Il 69% delle suole nelle nostre calzature contiene gomma naturale.
I nostri fornitori di materiali sono tenuti a rispettare i nostri Principi del benessere animale, che si basano sulle cinque libertà internazionalmente riconosciute agli animali: la libertà dalla fame, dalla sete, dal disagio, dal dolore, dalle malattie, dalle ferite, dalla paura e dallo stress, insieme alla libertà di manifestare il loro comportamento specifico.
Tali cinque libertà sono un obbligo che tutti i nostri fornitori devono rispettare per garantire che non utilizziamo consapevolmente materiali o processi che infliggono sofferenze agli animali o che hanno un impatto negativo sulla biodiversità.
Per la stagione PE25, oltre il 25% della lana presente nei materiali principali della collezione RTW è stata acquistata da fornitori certificati a garantire che provenisse da aziende agricole che adottano pratiche avanzate di gestione del territorio per difendere la salute del suolo, la biodiversità, le specie autoctone e le Cinque libertà del benessere animale.
Ci impegniamo concretamente a rispettare i nostri Principi di approvvigionamento delle materie prime di origine animale che prevedono attenzione e rispetto per gli animali nelle nostre catene di approvvigionamento della pelle. I nostri Principi si basano sulle cinque libertà del benessere animale, che includono la libertà dalla fame, dalla sete, dal disagio, dal dolore, dalle malattie, dalle ferite, dalla paura e dallo stress, insieme alla libertà di manifestare il loro comportamento specifico.
La nostra attuale gamma di borse per la stagione PE25 presenta nel complesso il 49,4% di pelle. mentre la collezione di scarpe di questa stagione ne include il 56,9%.
Durante il processo di approvvigionamento, i nostri team esaminano gli standard implementati dai fornitori per garantire alti livelli di benessere animale e materiali che rispettano sia i nostri Principi di approvvigionamento delle materie prime di origine animale che le cinque libertà di cui sopra.
Se raggiungono i nostri criteri di qualità e prestazioni, accogliamo alternative alla vera pelle tra cui, per esempio, sintetici riciclati e puri, surrogati bio-based del cuoio e altre soluzioni all’avanguardia.
La seta è un elemento fondamentale della nostra collezione sposa. In quanto fibra proteica naturale, la seta è composta prevalentemente da fibroina, proteina che alcune specie di larve d’insetto producono per creare i loro bozzoli. È un elemento fondamentale, specialmente per la nostra collezione sposa. La bachicoltura (allevare bachi da seta fino al bozzolo) può produrre forti emissioni e nuocere alla salute delle persone che lavorano nel settore, generando rischi connessi allo sfruttamento. Un’altra questione è rappresentata dal benessere animale dei bachi da seta.
Le tecniche bio possono limitare fertilizzanti e pesticidi chimici, rappresentando un’opzione sostenibile.
La madreperla laminata utilizzata nelle nostre collezioni di gioielli proviene da Lumea in Nuova Zelanda, un’attività ittica che opera secondo standard di gestione ambientale supervisionati dal Ministero delle industrie primarie neozelandese. Questi standard garantiscono che tutte le pratiche di raccolta rispettino i requisiti nazionali di sostenibilità e tutela ambientale.
Lumea gestisce gli ecosistemi marini dove si raccoglie la madreperla implementando misure contro il sovrasfruttamento, proteggendo i fondali e coinvolgendo le comunità locali nella gestione etica delle risorse.
Abbiamo lavorato per ridurre tutte le fibre sintetiche vergini nei nostri prodotti e ora queste costituiscono meno del 10% dei materiali della nostra collezione ready-to-wear principale per la stagione PE25. Il nostro obiettivo è mantenere tale rapporto anche per le prossime stagioni.
Quando l’impiego di sintetici vergini risulta ancora inevitabile per esigenze di performance o design, ci approvvigioniamo di materiali riciclati. Al momento, il 100% dei tessuti sintetici usati nella nostra collezione ready-to-wear principale è riciclato.
Per quel che riguarda la collezione di gioielli, siamo passati dalle perle di plastica e resina alle perle in vetro e, ove possibile, continueremo a lavorare per sostituire tutta la plastica vergine nelle collezioni future. La nostra collezione attuale offre il 79,4% di perle di vetro e il 10,5% di perle sintetiche.
Sebbene l’uso di materiali sintetici riciclati eviti l’estrazione di nuovi combustibili fossili, riconosciamo che possono comunque disperdere microfibre durante il lavaggio. Per limitare questo fenomeno, usiamo sintetici riciclati principalmente in prodotti che non richiedono lavaggi frequenti, come accessori o capi strutturati, continuando a monitorare le ricerche e le innovazioni del settore.
L'argento costituisce l’11% dei metalli nella collezione gioielli PE25. Il 93% proviene da riciclo, acquisito come scarti metallici dall’industria della gioielleria e processato dal fornitore Umicore in Thailandia, socio del Responsible Jewellery Council accreditato LBMA (London Bullion Market Association).
Per la stagione Autunno-Inverno 2023, abbiamo anche introdotto l’ottone riciclato. L’ottone è invece l’89% dei metalli usati nella collezione PE25, di cui il 99% riciclato.
Tali percentuali si riferiscono soprattutto a prodotti come anelli e pendenti.
I nostri team di ricerca e sviluppo si impegnano a valutare opzioni riciclate per i dettagli secondari come catene e fermagli, che attualmente non sono realizzati con materiali riciclati perché le opzioni esistenti non soddisfano ancora i nostri standard qualitativi.