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Catena di approvvigionamento

Catena di approvvigionamento

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Una delle finalità più importanti perseguite da Vivienne Westwood è creare una catena di approvvigionamento solida e trasparente. Ciò significa valutare e monitorare le condizioni di lavoro in cui vengono realizzati i nostri prodotti al fine di garantire la sicurezza e il benessere delle persone coinvolte, direttamente e indirettamente. Un fornitore diretto ci procura direttamente beni e servizi, senza intermediari. Un fornitore indiretto può essere un intermediario o il fornitore di un altro fornitore (fornitore secondario): per esempio, chi provvede a una materia prima come il cotone per la produzione di indumenti. Analizzando ogni fase della catena di approvvigionamento, senza limitarci agli stabilimenti diretti, tuteliamo meglio il benessere di chi crea i nostri prodotti.

Da quando abbiamo riportato internamente la gestione delle decisioni produttive e di sourcing nel 2019, ci impegniamo a rafforzare il nostro programma di monitoraggio della catena di approvvigionamento.

Team specifici tra Londra e Milano sorvegliano la gestione delle filiere produttive e le pratiche documentali.

Il programma di auditing, avviato dalla nostra sede milanese nel 2019 ed esteso alla catena di approvvigionamento gestita nel Regno Unito nel 2022, mira a misurare e a monitorare gli aspetti legati alle violazioni dei diritti umani, alla schiavitù moderna, agli standard di impiego e ai rischi ambientali, tra le altre cose.

Abbiamo continuato a compiere progressi con il nostro programma di audit sociale, che può essere considerato un meccanismo di monitoraggio efficace al fine di valutare periodicamente la nostra base di fornitori diretti e indiretti, e di ottenere una maggiore visibilità dei livelli più bassi, dato che ciascun fornitore sottoposto ad audit condivide con noi il proprio elenco di subfornitori.

Gli audit prevedono una valutazione delle condizioni del luogo di lavoro nelle fabbriche nelle quali operiamo e sono condotti dal nostro fornitore di audit presso le strutture dei fornitori. L’audit viene realizzato, a mero titolo esemplificativo, per investigare e valutare la presenza o i segnali di lavoro minorile, lavoro forzato, discriminazione, molestie e abusi, nonché per valutare l’adeguatezza delle misure di salute e di sicurezza e la conformità alle normative sul lavoro e sull’ambiente applicabili. Caso per caso, valuteremo l’adozione di un programma di audit semi-annunciati a partire dal 2026 per i fornitori considerati ad alto rischio.

I produttori di prodotti finiti con i quali abbiamo una relazione commerciale diretta sono stati visitati periodicamente e vengono monitorati con frequenza stagionale attraverso audit, nel corso di incontri di governance contrattuale da parte dei team di responsabilità e tramite ispezioni di controllo qualità programmate. È opportuno ricordare che il nostro Piano di Audit ha continuato a espandersi e include subfornitori del settore manifatturiero. Il nostro fornitore esterno di servizi assurance ha effettuato audit presso 10 (dieci) fornitori manifatturieri diretti, 31 (trentuno) subfornitori e 2 (due) magazzini nel 2025.

Oltre al processo di audit qui descritto, la società effettua una mappatura degli audit esistenti: ove pertinente, raccolta di report di audit basati su standard riconosciuti a livello internazionale (ad es. SMETA, BSCI) già condotti sui fornitori da altre aziende, brand o partner commerciali, o per ottenere certificazioni di processo, attraverso cui valutare il rischio dei fornitori diretti e indiretti e misurare l’efficacia delle attività interne.

Per concludere, qualsiasi rischio specifico che individuiamo attraverso le informazioni raccolte dai questionari sulla due diligence completati, dalle relazioni annuali sulla schiavitù moderna e durante gli audit programmati, viene affrontato in modo tempestivo e direttamente con il fornitore interessato attraverso attività di due diligence potenziate, piani d’azione correttivi, audit aggiuntivi e/o, se opportuno, mediante la stesura di contratti.

Le irregolarità rilevate sono state risolte con piani d’azione correttivi monitorati stagionalmente e audit supplementari, ove necessario. I casi gravi di non conformità richiedono una verifica in loco e non superare gli audit più volte può comportare la risoluzione del nostro rapporto di partnership con i fornitori. La disponibilità a sottoporsi agli audit e a rimediare alle non conformità fa parte del nostro accordo contrattuale con i fornitori.

Ogni stagione, il nostro programma di audit si espande per includere sempre più Tier della catena di approvvigionamento. Adottiamo una procedura documentata per la raccolta delle informazioni relative ai fornitori secondari coinvolti nella produzione dei nostri prodotti. I nostri fornitori diretti sono tenuti a condividere l’elenco completo dei soggetti con cui collaborano e ad aggiornarlo ogni stagione. Per formalizzare e rafforzare ulteriormente il nostro impegno verso la tracciabilità della catena di approvvigionamento, abbiamo sviluppato una procedura per i fornitori secondari, implementata a partire dal 2023 dagli uffici di Milano e dalla sede londinese. Questo documento ci aiuterà a incrementare la trasparenza in tema di fornitori diretti che subappaltano i loro servizi o parte di essi legati alla produzione esternalizzata e a offrire una maggiore visibilità di questi operatori all’interno della nostra catena di approvvigionamento.

La schiavitù moderna è definita come lo sfruttamento di un individuo da parte di altri, a scopo personale o commerciale. Ciò significa che una persona perde la propria libertà, sia che venga ingannata o costretta. Include, a titolo esemplificativo e non esaustivo, la tratta di esseri umani, il lavoro forzato e la schiavitù per debiti.

Il nostro pacchetto di documenti sulla schiavitù moderna comprende la nostra Politica sulla schiavitù moderna, il nostro Codice di pratica lavorativa e condotta aziendale, la Politica sul whistleblowing e un Questionario di due diligence.

Tutti i fornitori diretti sono tenuti a rispettare formalmente gli standard descritti qui sopra.

Inoltre, ogni fornitore che si approvvigiona di materie prime per la produzione di Vivienne Westwood è tenuto a compilare il Questionario di due diligence sulla schiavitù moderna (Modulo MSA).

La nostra Dichiarazione annuale sulla schiavitù moderna, in conformità con il Modern Slavery Act 2015 del Regno Unito (consultabile qui), rispetta anche il California Transparency in Supply Chains Act del 2010 (SB 657).

Nel 2019, VW SRL si è unita al Sustainability Pledge dell’UNECE, che consiste in una serie di raccomandazioni, linee guida e standard di tracciabilità e trasparenza per consentire agli operatori del settore di autenticare le proprie dichiarazioni in materia di sostenibilità. Scopri di più qui.

Dal 2019 al 2021, sempre nel quadro del Sustainability Pledge, VW SRL ha partecipato al progetto pilota per la tracciabilità e la trasparenza nella catena del valore del cotone, supportando la validazione e la verifica dello standard metodologico per la raccolta dati della filiera. Il progetto aveva lo scopo di tracciare con trasparenza tutte le fasi della catena di approvvigionamento del prodotto, dalla distribuzione fino al livello di reperimento della fibra di cotone. Il progetto pilota prevedeva due capi, una T-shirt in cotone biologico e un paio di jeans in filato di cotone riciclato e vergine.

Per concludere, questo progetto ci ha permesso di validare durante il pilota uno standard metodologico per la raccolta dati su tracciabilità e trasparenza grazie alla collaborazione strategica con i partner della filiera. Stiamo attualmente testando diversi strumenti e metodi per estendere la tracciabilità attraverso le nostre catene di approvvigionamento e i nostri prodotti, che includono l’implementazione di Valutazioni del ciclo di vita (LCA). La tracciabilità è una delle nostre principali aree di sviluppo e un obiettivo chiave per il rafforzamento della nostra strategia di sostenibilità.

Scopri altro sul Sustainability Pledge qui.

Scopri altro su UNECE e la sua missione qui.



La tracciabilità è parte integrante dell’approvvigionamento responsabile dei materiali. Il Gruppo mappa la propria filiera oltre il Tier 2, lavorando per stabilire visibilità sull’origine e sulla composizione dei materiali che approvvigiona a livello di materie prime in tutte le categorie tessili e pelle, con l’obiettivo di espandere progressivamente le categorie merceologiche e la copertura geografica.

Per garantire la sicurezza e il benessere di chi lavora con noi e con i nostri prodotti, direttamente o indirettamente, abbiamo attivato un sistema di segnalazione delle irregolarità che include la nostra catena di approvvigionamento. In particolare, diamo la possibilità alle persone che fanno parte della nostra filiera di segnalarci (in passato, attraverso un modulo cartaceo) eventuali comportamenti scorretti, reati o attività non etiche che avvengono all’interno della filiera stessa.

Per guidare i fornitori nell’invio di queste segnalazioni, mettiamo a loro disposizione un documento specifico con le istruzioni (tra cui le modalità con cui daremo seguito a ogni criticità o incidente riportato) e un elenco di esempi di situazioni problematiche o sospette irregolarità, pratiche non etiche o reati che si possono segnalare.

Nel 2022, Vivienne Westwood Srl ha sostituito il modulo cartaceo con un innovativo strumento di segnalazione per modernizzare la procedura. Per accedervi, è sufficiente utilizzare un QR Code.

Stiamo implementando lo stesso sistema anche per Ltd e le sue catene di approvvigionamento.

Nel 2024 abbiamo iniziato a eseguire valutazioni del ciclo di vita (Life Cycle Assessment, LCA) sui nostri prodotti. Dopo i test spot nel corso degli anni, la prima fase di questo progetto, iniziata a luglio 2023, si è concentrata su un campione di quattro articoli RTW. Analizzando i materiali, la composizione e il percorso del prodotto, siamo stati in grado di valutarne l’impatto su più categorie (come il cambiamento climatico o l’uso di suolo, per citarne alcune).Nel 2024 la valutazione è stata ampliata per coprire una gamma più variegata e, nel 2025, comprendeva circa l’85% degli SKU su linee gestite dalla SRL (ad es. RTW, borse, calzature, accessori soft, ecc.). Questo elevato livello di copertura è stato raggiunto attraverso l’impegno costante per migliorare la qualità e la codifica dei dati dei prodotti all’interno del sistema PLM, rafforzando la tracciabilità e consentendo valutazioni LCA più affidabili in tutto il portafoglio. I risultati identificati attraverso questa analisi serviranno come base per le future decisioni strategiche, consentendo al Gruppo di dare priorità alle azioni su materiali e fornitori associati ai più alti impatti ambientali e ai più alti volumi di produzione.